Una aggiornamento sulle corse dei can

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Se non avete mai assistito o sentito parlare delle corse dei cani probabilmente è perché siete troppo giovani. In Italia, dal 2002, le corse dei cani (meglio dire dei levrieri) sono state chiuse e bandite, e da allora non se ne sente più parlare. Giustamente, aggiungiamo noi, perché sebbene i levrieri siano corridori formidabili non sempre, anzi quasi mai, le loro condizioni di vita in qualità di star del cinodromo erano quelle auspicabili. Spesso uscivano dalla gabbia solo per la gara e se per caso si infortunavano c’era il rischio che venissero abbattuti, perché economicamente non era conveniente sobbarcarsi le spese per il percorso di guarigione; in più c’era la possibilità che non tornassero mai in forma come un tempo, diventando così un costo insostenibile per gente senza scrupoli.

Così si è conclusa nel nostro paese una tradizione che affonda le sue radici agli inizi del secolo scorso, quando molti appassionati, ignorando i trattamenti a cui venivano sottoposti i cani, riempivano i cinodromi pieni di speranza e ammirazione. C’è da dire che si trattava di appassionati di scommesse, certamente non appassionati di cani. Ma, perché non possono semplicemente ottenere Codice Bonus Unibet 2018 e scommettere su qualcosa di più “normale”, in cui nessun animale si fa male? La questione è sempre stata molto controversa, e per fortuna andando avanti nel tempo il bacino d’utenza delle corse dei cani è andato sempre più a restringersi; questo perché le nuove generazioni si sono dimostrate più sensibili delle precedenti al tema animalista, e i cinodromi si trascinavano sopravvivendo solo grazie ai vecchi che li frequentavano in un’altra epoca. Un riflusso generazionale che ha segnato il declino di questa pratica un po’ anacronistica, sicuramente troppo poco controllata. Gli ultimi due ad aver chiuso sono stati il cinodromo di Napoli e quello di Roma, probabilmente il più famoso d’Italia, sito nell’indimenticata location di Ponte Marconi dove oggi sorge il Centro Sociale Autogestito Acrobax.

Purtroppo la moda delle corse dei levrieri si è esaurita in Italia, ma non in tutto il mondo e neanche del tutto in Europa. Resistono e appaiono in buona salute i giri di scommesse in Regno Unito e Repubblica d’Irlanda, paesi in cui questa tradizione è nata e da cui noi mediterranei abbiamo appreso. In quanto ad apprendimento, però, l’allievo ha superato il maestro perché noi abbiamo capito che forse non è il caso di costringere delle povere bestie a fare gli atleti in gabbia, tra l’altro somministrandogli spesso del doping per ottenere la vittoria a tutti i costi. L’unica attenuante è che in questi paesi si scommette sulle corse dei cani dal lontano 1776 ed è ammissibile che facciano più fatica a sbarazzarsi di un pezzo della loro storia così radicato.

Attualmente le scommesse sulle corse dei levrieri sono legali, praticate e organizzate da una lega ufficiale in Regno Unito, Irlanda, Nuova Zelanda, Australia, alcuni stati degli Stati Uniti e in Sud Africa. In quest’ultimo i cani sono però proprietà dei padroni e le corse sono solo a livello amatoriale. A Dublino lo Shelbourne Park, che sorge nella zona dei docks tra gli uffici di tante multinazionali americane (tra cui Google e Facebook), è un’attrazione per i molti stranieri che popolano la città. L’auspicio è che in realtà sia proprio la presenza di tanti giovani che vengono da fuori, a Dublino come a Londra, a sottolineare la necessità di rivedere la necessità di alcune forme di intrattenimento di cui forse si potrebbe fare a meno.

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