Lotte tra cani, scommettere su un macabro spettacolo

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Nei paesi occidentali, le lotte tra cani sono da tempo illegali, a differenza delle scommesse sportive, che è legale per la maggior parte del tempo: puoi scommesse mondiali 2018 in tutta Europa.

Purtroppo, però, ci sono paesi come la Cina che invece le permettono tutt’oggi. C’è anche chi sostiene che non ha senso vietarle e che dovrebbero poter tornare legali anche in occidente. Ecco qualche riflessione su un tema spinoso, che sta molto a cuore agli amanti degli animali.

La situazione in Italia

Nel nostro paese, le lotte tra cani sono vietate per legge. Nel 2004 è infatti entrata in vigore la legge n° 189 che afferma che “chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica è punito con la reclusione da 1 a 3 anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro”. Il fatto che la legge sia ben chiara, non impedisce però che il fenomeno sia comunque illegalmente diffuso e che coinvolga anche un giro di scommesse clandestine.

I combattimenti tra Shar Pei in Cina

Se in Italia, c’è quanto meno la volontà politica di mettere fine ad uno degli spettacoli più crudeli che l’uomo abbia mai ideato, ci sono paesi come la Cina che invece lo permettono legalmente. Sono infatti diffusi i combattimenti tra cani, soprattutto tra esemplari di razza Shar Pei. Sono lotte molto seguite, su cui è possibile anche scommettere. Spesso, questi combattimenti sono così cruenti da terminare con la morte di uno dei due esemplari, oltre a causare ferite gravissime al vincitore.

Reintrodurre i combattimenti legali negli Stati Uniti d’America?

Ha fatto molto discutere la proposta shock di un senatore americano, Steve King, rappresentante dello Stato dell’Iowa. Il senatore ha infatti sostenuto che secondo il suo parere non c’è motivo di vietare le lotte tra cani. Così come gli esseri umani lottano per sport, anche i cani dovrebbero poterlo fare legalmente. Per fortuna, la folle proposta non è poi stata concretizzata, anche se anche negli Stati Uniti è molto alto il numero di combattimenti illegali tra cani.

Cosa c’è dietro al rifiuto di una pratica così controversa

Lasciando per un momento da parte il fatto che per qualunque amante dei cani, l’idea stessa del combattimento è scioccante e disgustosa, cerchiamo di capire perché è profondamente sbagliata.

Sono due i motivi di base: il primo è l’aspetto, fondamentale, che riguarda la libera scelta. L’essere umano sceglie di salire sul ring, di indossare i guantoni da boxe, consapevole che sulla sua performance verranno fatte scommesse. È una scelta libera, a volte condizionata da altri fattori, ma pur sempre libera. Al contrario, il cane non può fare questo tipo di scelta: la lotta gli viene imposta da qualcun altro che sceglie per lui.

Inoltre, la lotta pura e semplice è profondamente contraria all’etologia dell’animale. I cani, così come gli altri animali, lottano tra di loro per motivi gravi, ovvero la sopravvivenza. Non ci sono lotte fine a se stesse: in natura, dove anche una minima ferita può portare alla morte, non avrebbero senso. Anzi, nella maggior parte delle specie, cani compresi, ci sono rituali comunicativi che puntano proprio ad evitare lo scontro. Gli animali, tendono a salvaguardare la propria specie, anche in questo modo.

Infine, bisogna considerare il fatto che per la cultura occidentale, il cane è un animale domestico e che fa parte della nostra famiglia: è eticamente impossibile giustificare un simile massacro!

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