Gambling Effect nell’addestramento cinofilo

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Con gambling effect si intende quel fenomeno per cui a volte quando si comincia a scommettere su qualcosa non si riesce a smettere nonostante si stia perdendo un mare di quattrini, come per esempio spesso accade con le macchinette dei bar, che qualche volta pagano per dare l’impressione che ne valga la pena ma in realtà si è sempre in perdita. Il comportamento incongruente di chi nonostante l’evidenza continua giorno dopo giorno a sedersi sullo sgabello con una manciata di euro in mano è, appunto, dovuto a questo gambling effect, che poi è quello a cui si deve la dipendenza patologica, e non solo quella da gioco d’azzardo ma da un po’ tutte le cose che possono portare l’uomo alla dipendenza. Recenti studi hanno evidenziato che anche in una relazione di coppia non sana possono innescarsi meccanismi simili, relazioni in cui un soggetto è succube delle ricompense che l’altro gli elargisce senza soluzione di continuità, a propria discrezione e con lo scopo di assoggettare il partner.

Questo è il lato oscuro e triste dell’effetto scommessa, ma ci sono anche ambiti in cui conoscerlo può aiutarci a raggiungere un obiettivo positivo. È questo il caso dell’addestramento animali, in particolare di quello cinofilo. Tenendo presente questo fenomeno comportamentale, possiamo applicarlo al nostro cane durante l’addestramento per far sì che risponda ai comandi con maggiore solerzia e in maniera duratura, tanto che oggi questa tecnica è diventata fondamentale per qualunque addestratore di cani. Ma in che cosa consiste esattamente? Andiamo a scoprirlo.

In realtà la questione è molto semplice: si tratta di dare in modo randomico la così detta reward (il biscottino) al vostro cane quando obbedisce. Il punto è che all’inizio della fase di addestramento il biscottino è utile per far capire al nostro amico che ha risposto correttamente al comando, ma andando avanti nel tempo la forza di questa ricompensa sistematica si perde, si indebolisce. Al contrario, gli scienziati hanno scoperto che se il cane viene ricompensato solo alcune delle volte in cui, per fare un esempio, si siede, mentre altre volte viene ignorato, la sua risposta al comando verrà rafforzata e si manterrà più solida nel tempo. È importante che il modo con cui si concede la ricompensa al cane sia, come abbiamo detto, randomico, vale a dire casuale: non bisogna dargli punti di riferimento, in pratica ogni volta che esegue il comando sta “scommettendo” sul fatto di ricevere o meno il biscotto. E questa scommessa non solo renderà l’effetto di un gioco, ma contribuirà ad aumentare la percezione del valore della ricompensa, anche se si tratta sempre dello stesso biscottino.

Tutto questo meccanismo fa appello a un tratto caratteriale che i cani si portano dietro da tempo immemore, quando erano creature selvagge determinate a sopravvivere a tutte le difficoltà del caso. Questo tratto è la perseveranza. La necessità di portare a compimento una qualunque attività mirata alla sopravvivenza ha insegnato loro che spesso l’obiettivo è ha molti tentativi di distanza. Non solo, ma la sensazione di aver raggiunto qualcosa di importante dopo aver provato e riprovato si rivelava immensamente più gratificante. Alla fine è a questo che si riduce, alla sensazione di appagamento che si prova nell’ottenere un risultato da una situazione non semplice: se il biscotto arrivasse sistematicamente ogni volta che si siede, il cane perderebbe interesse e finirebbe per obbedire solo quando ritiene che ne valga la pena.

A pensarci bene la differenza tra questa applicazione positiva e la dipendenza sta nel fatto che, nel caso dell’addestramento cani, non sono loro a decidere quando ricevere un comando, non sono loro a decidere quando giocare. Forse dovrebbe essere così anche per chi gioca d’azzardo.

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